
Il fustigatore di Carbonia
Alberto Vacca
Laureato in filosofia e giurisprudenza, ha insegnato storia nei licei italiani e in un liceo internazionale di Parigi. Per la casa editrice EDUP ha pubblicato “L’occhio del Duce in casa Matteotti. La spia dell’Ovra Domenico De Ritis” (2023); “Il partigiano e il milite di Salò. I casi di Giancarlo Puecher e Biagio Sallusti nel passaggio dal fascismo alla democrazia” (2024); “L’ergastolano di Cisterna dei Marsi. Il segreto di Luca di Ignazio Silone e il caso penale di Francesco Zauri” (2024). Vive a Roma.
Carbonia – la città del carbone fondata da Mussolini nel 1937 e da lui inaugurata il 18 dicembre 1938 – nell’immediato secondo dopoguerra diventa protagonista di una dura lotta di resistenza dei
minatori che vi risiedono contro la chiusura delle miniere del bacino carbonifero, voluta e decisa dal Governo nazionale e attuata dalla Carbosarda. L’asprezza della lotta è tale che a Carbonia viene attribuito l’appellativo di Stalingrado sarda. Per risolvere i problemi di
ordine pubblico posti dalla lotta dei minatori, il Governo invia a Carbonia nel giugno 1948 un ex repubblichino, il commissario Pirrone, già condannato a 30 anni di reclusione per collaborazionismo e poi riabilitato. Anziché risolverli, però, il commissario Pirrone li acuisce con la rudezza dei metodi da lui usati, per cui si rende necessario il suo allontanamento dalla città, che avviene nell’ottobre 1949.- Edizione: 2025
- Pagine: 120
- Collana: Studi e Saggi
- Tematica: Politica e Storia
- Codice ISBN: 978-88-8421-412-6
















