
Il Sud che votò per la Repubblica
Francesco Florenzano
È da circa 40 anni che si occupa di educazione permanente. Ha pubblicato vari libri e articoli su riviste scientifiche e divulgative. Ne ricordiamo Disagio sociale ed emarginazione (Bulzoni 1986), Il rifiuto di vivere, anatomia del suicidio, con Paolo Crepet (Editori Riuniti 1989 e 1998), Chi ha paura dell’educazione degli adulti? Un manifesto per l’Italia da formare (EDUP 2001), Imparare ad imparare. Non è mai troppo tardi nella vita. (Edup 2006), Sprechi e affari nella formazione italiana (Edup 2007), La manutenzione del sapere. (Edup 2019), Invecchiamento attivo. La nuova frontiera della longevità. (Edup 2022). È presidente dell’UNIEDA, Unione Italiana di Educazione degli Adulti e dell’UPTER, Università popolare di Roma. Nel 2018 ha dato vita alla Rete tra associazioni Italia educativa e ne è attualmente il portavoce.Il 2 giugno 1946 l’Italia scelse. E la storia, quella comoda, quella che si ripete senza fatica, ha raccontato per decenni la stessa cosa: il Nord votò Repubblica, il Sud votò Monarchia. Come se il Mezzogiorno fosse stato un blocco compatto, immobile, privo di pensiero critico e di coraggio civile. Su 1.936 comuni del Sud analizzati, 413 scelsero la Repubblica. Sono comuni con un nome, con una piazza, con una memoria. La Calabria ne conta 130, la Sicilia 99, la Sardegna 82. E dentro quei 413 ci sono città vere, città grandi: Andria con 35.000 elettori votò Repubblica al 54%; Cerignola, la città di Giuseppe Di Vittorio, al 61,6%; San Severo al 53,7%; Torre Annunziata, alle porte di Napoli, al 56,3%; Carbonia, in Sardegna, addirittura al 67,4%; Crotone al 53,7%; Canicattì al 55,8%; Manfredonia per 121 voti.
Questo libro racconta quei 413 comuni. Uno per uno. Con i dati del Ministero dell’Interno, con i risultati della Costituente, con i partiti che portarono quella gente alle urne. Un atlante civile del Mezzogiorno che non si arrese. «Il merito principale di questo libro è proprio quello di restituire complessità alla storia di quel voto e di contribuire a rivedere criticamente uno dei luoghi comuni più persistenti della narrazione pubblica italiana. La nascita della Repubblica non fu soltanto il risultato delle regioni settentrionali, ma anche il prodotto del contributo di numerose comunità meridionali che, pur in un contesto complessivamente monarchico, scelsero la strada del cambiamento.» Mario Avagliano- Edizione: 2026
- Pagine: 600
- Collana: Studi e Saggi
- Tematica: Politica
- Codice ISBN: 978-88-8421-425-6
















